Ospedali & Salute Quattordicesimo Rapporto Annuale/2016

Il Rapporto Ospedali & Salute/2016 fa il punto, come ogni anno, sull’andamento del sistema ospedaliero italiano: una realtà costituita da 1.100 istituti di cura con 200.000 posti letto, più di 9 milioni di ricoveri l’anno e 630.000 addetti. Il tutto con una spesa ospedaliera complessiva pari a 61,2 miliardi di euro che corrisponde al 54,3% dei 113 miliardi di euro di spesa sanitaria pubblica.

Si tratta di un complesso sistema di offerta di servizi che incontra i bisogni e la domanda di cura e di assistenza delle persone e per questo il Rapporto presenta sempre due “anime”: quella sociale degli utenti e dei cittadini e quella della “macchina”, nei suoi aspetti economico-finanziari e gestionali che fanno capo ad un sistema misto pubblico/privato accreditato, definito da una consolidata normativa che risale ormai a 25 anni fa e percepito, oltre che vissuto, come tale dagli italiani.

Quest’anno si è scelto di rilevare gli effetti di un “processo di accumulo” di provvedimenti finanziari e gestionali, formali e di fatto che hanno finito in questi ultimi anni con lo scaricare sulla domanda le difficoltà di ristrutturazione e di riorganizzazione dell’ospedalità pubblica: attraverso maggiori oneri e limitazioni di accesso per gli utenti che hanno reagito con la ricerca di soluzioni alternative nel privato come pure nelle strutture ospedaliere al di fuori della Regione di residenza oppure con la scelta di rimandare o rinunciare alle cure. Il risultato è che è cresciuta la sensazione di una minore tenuta del principio universalistico e solidale su cui si basa (o si dovrebbe basare) il nostro Sistema Sanitario Nazionale e con il pericolo di un peggioramento futuro degli outcome di salute dei cittadini a fronte delle difficoltà di accesso di oggi che si aggiungono al processo di invecchiamento progressivo della popolazione.

E questo mentre permangono aree di “Sovraricavi” derivanti da finanziamenti non sempre sufficientemente trasparenti alle Aziende pubbliche e agli Ospedali a gestione diretta, che possono configurare possibili ripianamenti impliciti di bilancio. Mentre, al contrario, servirebbe liberare risorse da destinare al miglioramento delle attrezzature, dell’organizzazione e soprattutto dei servizi per gli utenti.

Il sentiero si sta facendo stretto e rende sempre più evidente l’esigenza di una profonda revisione dell’ospedalità pubblica (e dell’intera sanità) che non può trasferire sugli utenti come pure sui soggetti di offerta privati accreditati le sue difficoltà nel ripensarsi profondamente. Il Sistema Sanitario Nazionale costituisce un bene pubblico fondamentale, ma ha un evidente bisogno di manutenzione straordinaria che comprenda la ridefinizione delle sue priorità, l’utilizzo con maggiore efficienza delle risorse di cui dispone e di tener conto delle conseguenze dei provvedimenti di oggi sulla salute dei cittadini a medio termine.