Il lavoro come esercizio di relazione

Il tema dell’inserimento delle giovani generazioni nel mondo del lavoro è ampiamente dibattuto, soprattutto in questi ultimi tempi, ma ancora scarsamente affrontato in maniera convincente e sistematica. Nel frattempo la situazione del nostro Paese è diventata preoccupante e densa di incognite. Questo si riflette in maniera ancora più pesante sui giovani e sulle loro prospettive.
Il progetto “Giovani Industriosi” di Confindustria Trento costituisce un modello di sperimentazione in tema di giovani e lavoro. A un anno dall’avvio dell’iniziativa si è voluto tracciare un primo bilancio. I risultati sono andati ben oltre gli obiettivi iniziali per le numerose adesioni al progetto di giovani e per l’esito della sperimentazione di nuove forme contrattuali e delle misure innovative ad esse affiancate.
Si è voluto affrontare un insieme di tre temi che non basta certo enunciare per compiere un passo avanti concreto.
Per questo si è promossa una sorta di “sperimentazione sociale” che comprendeva:

l’ingresso in azienda di un gruppo di giovani diplomati e laureati secondo una modalità contrattuale più strutturata e meno precaria, utilizzando il nuovo contratto di apprendistato professionalizzante, potenziato con alcune innovative misure di welfare, tra cui uno specifico modulo di flexsecurity;
uno Sportello per la neo-imprenditorialità, che potesse aiutare i giovani a districarsi nel labirinto dei soggetti e delle opportunità legati alle start-up, che stentano a trasformarsi spesso in realtà concreta;
ma anche la promozione di esperienze di lavoro estivo per gli studenti, modalità questa molto diffusa in passato ed oggi nuovamente di attualità, se si vuole sperimentare sé stessi all’interno dell’azienda, anche per brevi periodi, e contemporaneamente guadagnarsi qualche risorsa economica (che certo non guasta con la crisi in corso).

Il tutto è stato accompagnato da un’attenta operazione di “ascolto” che ha portato all’organizzazione di quat­tro Focus Group e all’effettuazione di quattro indagini successive via questionario su altrettanti panel, cui sono state sottoposte le stesse domande in modo da poter “incrociare” i diversi punti di vista: quello dei giovani studenti, quello dei genitori, quello dei docenti e quello dei responsabili di associazioni giovanili.
L’augurio (quasi obbligatorio) è quello di pervenire ad uno sforzo corale che sappia mettere in relazione soggetti e risorse diverse per trasformare una sperimentazione sociale in una modalità permanente di gestione più attiva dell’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, aprendosi ad un futuro da creare e lasciando da parte i catastrofismi di maniera.