Microimpresa e sviluppo urbano a Roma. Primo Rapporto Annuale/2005

Esiste uno stretto legame tra piccolissima dimensione d'impresa e realtà metropolitana. Le aziende con meno di 10 addetti rappresentano infatti il 96,3% del totale a Roma, il 94,8% a Milano, il 95,8% a Torino, il 96,1% a Napoli e il 96,9% a Palermo.
In particolare a Roma l'intervallo tra i due ultimi Censimenti ha visto crescere le microimprese del +75,9%. E, all'interno di esse, l'aumento riguarda soprattutto le aziende individuali.
L'ambiente metropolitano sembra dunque svolgere una funzione di "vivaio" naturale dell'imprenditorialità minore.
Per converso la presenza di un grande numero di iniziative sia pure di dimensioni limitate contribuisce ad ispessire la vita della grande città sotto il profilo del reddito, dell'occupazione, dei consumi e della coesione sociale.
Esiste dunque un reciproco interesse (delle imprese e della città) nel rendere solida ed articolata questa sorta di alleanza, a cui non basta certo la pura e semplice continuità delle forme tradizionali di relazione.
Per fare il punto su questi argomenti l'IRFI - Istituto Romano per la Formazione Imprenditoriale, ha promosso il suo primo Rapporto Annuale, avendo ben presente la complessità dei problemi in gioco e utilizzando la sua esperienza nel campo della formazione delle risorse umane: circa 1.000 responsabili l'anno coinvolti, provenienti dalle piccolissime imprese del territorio capitolino.
Oltre ad un'analisi strutturale sull'andamento della microimprenditorialità metropolitana il Rapporto si è avvalso di un'apposita indagine diretta a raccogliere le opinioni e gli orientamenti di circa 800 imprese appartenenti a due settori emblematici, quello del Food e quello dell'Informatica. Questo al fine di cogliere i fabbisogni di accompagnamento del processo di crescita che tali microimprese presentano.
Le riflessioni avanzate nel Rapporto vanno poi al di là del puro fatto aziendale per investire la tenuta del tessuto di convivenza metropolitana. Come del resto oltrepassano gli stessi confini di Roma, per investire le altre realtà urbane che si trovano a dover affrontare gli stessi problemi.