Nadio Deali

La responsabilità di diventare un anziano attivo

Rapporto predisposto per conto di 50&Più Associazione e diretto a registrare i comportamenti, gli orientamenti, le necessità e le politiche legate al prolungamento della vita attiva delle persone. Tale argomento era stato analizzato anche in una precedente indagine del 2008, ma oggi ci si può (e ci si deve) riferire alle persone anche al di là dei 70 anni e non più al di là dei 60 anni come si ragionava in precedenza. In concreto sono state prese in considerazione tre fasce di età e cioè i 50-59enni, i 60-69enni e i 70enni e oltre. I risultati sono stati anche messi a confronto con analoghe indagini promosse a livello internazionale e con specifiche politiche, promosse da associazioni di anziani (e in particolare con quelle facenti capo ad AARP degli Stati Uniti), ispirate a sostenere una vita attiva prolungata del mondo maturo.

Ospedali & Salute/2017

Anche quest’anno il Rapporto Ospedali & Salute/2017 dà conto dell’andamento del sistema ospedaliero del nostro Paese, che si presenta come una realtà più che consistente: 1.100 istituti di cura, 200.000 posti letto, 8,9 milioni di ricoveri, più di 630.000 addetti e una spesa complessiva di 62,3 miliardi di euro, pari al 55,3% della spesa sanitaria pubblica totale.

Si è dunque in presenza di una “macchina” complessa, da un lato e di un mondo altrettanto complesso di utenti che ricevono le varie prestazioni, dall’altro. Per queste ragioni il Rapporto prende in considerazione entrambe le componenti.

Quest’anno si sono analizzati innanzitutto utenti e care-giver, impegnati ad affrontare una somma di debolezze crescenti nel tempo, che fanno capo alle prestazioni pubbliche e a mettere in atto delle strategie di reazione conseguenti. Esse sono costituite dalla ricerca di alternative nel privato accreditato (e non), dal ricorso ad ospedali fuori Regione, dall’uso improprio del Pronto Soccorso in funzione del ricovero e dalla spesa out-of-pocket da parte delle famiglie. Di quest’ultima in particolare sono state individuate le singole tipologie che la costituiscono (siano esse di tipo sanitario o assistenziale) e le ragioni che spingono le famiglie stesse ad investire delle risorse proprie. Mentre, in parallelo, sono stati analizzati i bilanci delle Aziende Ospedaliere, individuandone alcune “anomalie” che possono nascondere forme improprie di ripianamento di bilancio: il che non va certo nella direzione di una rendicontazione trasparente e confrontabile – come peraltro prevederebbe la normativa vigente – che aiuti a gestire meglio le (misurate) risorse pubbliche in funzione di un migliore servizio rivolto agli utenti.

Il Paese ha bisogno di difendere in concreto il principio universalistico e solidale su cui si basa il Sistema Sanitario Nazionale, ma proprio per questo è assolutamente necessario valorizzare nella maniera più opportuna le risorse economiche di cui si dispone per mettere in equilibrio, nel miglior modo possibile, le esigenze dei pazienti, da un lato e l’efficienza/efficacia delle strutture e delle prestazioni, dall’altro.

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